Cliniche legali in Italia

Negli anni sono state avviate diverse ricerche per individuare le cliniche legali nate in Italia

La prima opera di censimento, a cura di Clelia Bartoli, è datata 2015.

Abstract: Non sono passati più di cinque anni da quando sono state fondate le cliniche legali nelle università italiane: una storia molto recente, simile a quella di altri paesi dell’Europa occidentale. Cercherò di spiegarlo attraverso alcuni dati raccolti da un’indagine che ho condotto per avere una mappa più dettagliata di questo fenomeno e ipotizzarne l’evoluzione futura. Nei paragrafi seguenti presenterò i dati dell’indagine e cercherò di spiegare il processo di creazione del movimento italiano per l’educazione giuridica, le sue opzioni e le sue sfide. Vale la pena sottolineare perché uso il termine “movimento”. Quello che sta accadendo in Italia, e credo anche altrove, non è semplicemente la proliferazione di singole cliniche, ma l’emergere di una nuova tendenza nel mondo accademico. Sulla base dell’idea e della storia delle cliniche, gli studiosi italiani coinvolti in questo processo stanno formulando un modo diverso di insegnare il diritto e anche una visione diversa del diritto. Penso che non sia un caso che molti dei pionieri dell’educazione clinica abbiano un background filosofico o un approccio altamente speculativo. Sembrerebbe strano che uno stile di insegnamento così pratico sia promosso dalla parte più teorica del personale della facoltà di giurisprudenza. La ragione di ciò è probabilmente che l’approccio clinico richiede un cambiamento di paradigma attraverso una concezione del diritto più realistica, critica e socialmente impegnata.

In un secondo momento è stato possibile raccogliere dati sulle cliniche legali. L’attività, iniziata nel 2020, è stata condotta da Laura Scomparin con l’aiuto di Cristina Amato.

A partire dal mese di ottobre 2021, il Coordinamento Nazionale delle Cliniche Legali Italiane ha promosso un’ulteriore ricognizione delle cliniche legali presenti nelle università italiane.

Il progetto si è sviluppato in due fasi distinte, ciascuna con obiettivi e metodologie specifiche:

– La prima fase ha avuto lo scopo di fornire un primo censimento delle nuove cliniche legali attive sul territorio italiano. Attraverso la somministrazione di un questionario, è stato possibile raccogliere dati quantitativi utili a delineare il numero e la distribuzione delle cliniche. Tale fase, curata da Rossella Ciavarella, Claudio de Martino e Madia D’Onghia, ha rappresentato il punto di partenza per comprendere la dimensione del fenomeno;

– La seconda fase, coordinata da Rossella Ciavarella, Claudio de Martino, Madia D’Onghia, Costanza Agnella, Cecilia Blengino e Chiara De Robertis, ha approfondito il quadro emerso, concentrandosi sugli insegnamenti universitari e sulle esperienze formative che adottano la denominazione “clinica legale”. L’obiettivo è stato quello di analizzare non solo la presenza, ma anche le caratteristiche pedagogiche e operative di tali esperienze. Per raggiungere questo scopo, sono stati impiegati diversi metodi di ricerca sociale, tra cui il questionario, l’intervista e l’analisi documentale.

L’intero lavoro, dal titolo Un’indagine quali-quantitativa sulle Cliniche legali nelle Università italiane, è stato pubblicato sulla Rivista di filosofia del diritto, XIII, fascicolo 1/2024, pp. 63-74.

Abstract: The essay reports the results of a quantitative and qualitative survey on the legal clinics present in Italian univer- sities, acknowledging an important diffusion process. The investigation confirms the insti- tutionalization of a long process of transformation of traditional legal study paths and tea- ching methodologies. It also confirms the awareness that the Legal Clinic represents a new epistemology of legal science in which concrete experience and promotion of social justice are founding and inseparable elements. At the same time, the research highlights the risk of expansion of a “reductionist” vision that does not yet fully grasp the innovative scope of authentic legal clinics.